Slut-shaming

Il termine slut-shaming è un neologismo nato in ambito filosofico femminista per definire l'atto di far sentire una donna colpevole o inferiore per determinati comportamenti o desideri sessuali che si discostino dalle aspettative di genere tradizionali o ortodosse, o che possano essere considerati contrari alla regola naturale o soprannaturale/religiosa. Alcuni esempi di comportamenti per cui le donne si dice siano sottoposte allo slut-shaming includono: violazioni del codice di abbigliamento socialmente accettato quando si vestono in modo sessualmente provocante, le richieste di accesso al controllo delle nascite, e persino l'essere violentate o aggredite sessualmente.


Il termine slut-shaming è un neologismo nato in ambito filosofico femminista per definire l'atto di far sentire una donna colpevole o inferiore per determinati comportamenti o desideri sessuali che si discostino dalle aspettative di genere tradizionali o ortodosse, o che possano essere considerati contrari alla regola naturale o soprannaturale/religiosa. Alcuni esempi di comportamenti per cui le donne si dice siano sottoposte allo slut-shaming includono: violazioni del codice di abbigliamento socialmente accettato quando si vestono in modo sessualmente provocante, le richieste di accesso al controllo delle nascite, e persino l'essere violentate o aggredite sessualmente.
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Slut-shaming

Slut-shaming is the practice of criticizing people, especially women and girls, who are perceived to violate expectations of behavior and appearance regarding issues related to sexuality. The term is used to reclaim the word slut and empower women and girls to have agency over their own sexuality. It may also be used in reference to gay men, who may face disapproval for sexual behaviors considered promiscuous. Slut-shaming rarely happens to heterosexual men.


Slut-shaming is the practice of criticizing people, especially women and girls, who are perceived to violate expectations of behavior and appearance regarding issues related to sexuality. The term is used to reclaim the word slut and empower women and girls to have agency over their own sexuality. It may also be used in reference to gay men, who may face disapproval for sexual behaviors considered promiscuous. Slut-shaming rarely happens to heterosexual men.
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